Guadalupa: diario di bordo
30.12.2010 Ci imbarchiamo per Parigi CDG nel tardo pomeriggio.Partiamo che è ormai sera inoltrata poiché durante le procedure d’imbarco una signora, tanto elegante quanto cafona, pensa bene di prendere a insulti il capo degli stewards, che chiama la polizia, fa sbarcare la signora, il suo prezioso bagaglio a mano e la sua valigia ficcata chissà dove nella stiva.Partiamo con un ritardo clamoroso e arriviamo nella Ville Lumière che è buio pesto.Recuperate le nostre valige ci dirigiamo, carichi come muli, alla ricerca della navetta che deve condurci al nostro albergo.Ovviamente la navetta non è là dove dovrebbe essere.A Parigi c’è 1°C. Rientriamo nel terminal, percorriamo almeno un kilometro a piedi, saliamo di un piano e sbuchiamo in una viuzza stretta, buia, con le pozzanghere. Abbiamo 50kg di bagaglio,1 passeggino carico, 1 bimba al traino con la febbre…Ci sono almeno dieci navette. Non è immediato trovare la nostra, chiediamo informazioni a tutti gli autisti, finalmente la troviamo e ci carica.Ci sono due hotel della stessa catena del nostro. Avendo nomi diversi, non è difficile capire quale sia la nostra fermata, ma il papà si fa intortare, in francese, da una gentile signorina che lo convince a scendere con armi e bagagli.In meno di 3secondi ci rendiamo conto che non è la nostra fermata, che siamo in mezzo ad una strada sconosciuta e pure in salita, (sempre a 1°C),che sono ormai le 22, che non sappiamo dove sia il nostro hotel e chissà quando passerà la prossima navetta.Quindi la mamma parte di corsa dietro alla navetta da cui siamo appena scesi, spingendo il passeggino e trainando Martina. L’autista la vede e si ferma. Salgono i bambini ma il papà non arriva perché ha tre valige da trainare e solo due mani…Allora la mamma molla i bambini sul pullman, ridiscende di corsa, prende una valigia e ritorna su alla navetta. Finalmente ci siamo e arriviamo al giusto hotel.Una recente modifica della circolazione però, fa sì che la navetta non si fermi più all’ingresso dell’hotel ma a 200m di distanza.Eccoci di nuovo a trainare tre valige, spingere un passeggino carico, portare 2 zaini e trainare Martina febbricitante.Facciamo il check-in, stanza 292, l’ultima in fondo a un corridoio di almeno altri 100m.Stanchi.Morti.
La stanza è 9 mq, riesce a contenere tutti i nostri bagagli, oltre a 3 letti e al lettino di Matteo. Praticamente non c’è più superficie calpestabile e fa caldissimo
Come zombie scendiamo a far colazione e prenotiamo un taxi per andare a Orly. Non se ne parla di trascinare ulteriormente il nostro armamentario e in men che non si dica siamo in aeroporto.Il tempo passa velocemente e in un attimo siamo imbarcati per Pointe à Pitre.Per cause a noi sconosciute si parte con più di un’ora di ritardo.Matteo non sta nella bassinet, vorrebbe scorrazzare per tutto l’aereo, riusciamo a tenerlo tranquillo solo dandogli da mangiare continuamente.All’improvviso un gatto corre lungo il corridoio. Sì proprio un gatto…Martina non ha più la febbre ma si lamenta per mal di pancia. Non capiamo se sia vero o causato dalla noia..finchè non vomita. Allegria!Limitiamo i danni e, dopo 10 ore di viaggio, la musica caraibica ci accoglie nella zona di raccolta dei bagagli.
In Guadalupa arrivano solo 3 compagnie aeree e nonostante ciò riescono a impiegare quasi un’ora per scaricare l’aereo… non solo… prima segnalano un tapis roulant per il nostro volo, poi comunicano di averlo invertito con quello di un altro aereo. Così 800 persone, munite di carrello, contemporaneamente si scambiano di posto. Menomale che c’è la musica e Matteo balla.Mamma e bimbi fanno tappa in un punto fisso e il papà cerca di recuperare le valige, non ha però la fantasia di un signore che corre sul tapis roulant scavalcando le valige, recupera due suoi pacchi di cartone e li scarica depositandoli su carrelli altrui, torna a prenderseli per metterli sul suo carrello e andarsene via.Bene, siamo in Guadalupa, alle 8 di sera, con tre ore di ritardo sulla tabella di marcia, ormai i negozi sono chiusi ed è Capodanno.E’ il momento di andare all’autonoleggio, dove stiamo in coda per un’altra oretta, però almeno la macchina che ci danno ha tutte le caratteristiche da noi richieste (ruote, sedili, volante…)I bambini si addormentano subito, noi cerchiamo di raggiungere il nostro bungalow che deve essere da qualche parte su quest’isola.Assaltiamo un mini-market ancora aperto, per i generi di prima necessità e dopo una quarantina di kilometri arriviamo da chez Honoré.Honoré però non c’è, è a far Capodanno, ma è così astuto che ci lascia sul cancello un bel cartello con il nostro nome e l’invito ad istallarci nel bungalow che le chiavi sono sulla porta. Sì..ma quale porta????Li passiamo ad uno ad uno finchè lo troviamo e crolliamo addormentati. Buon anno
01.01.11
E’ ancora buio ma il fuso orario ci fa alzare; la mamma esce con Martina e il tato ancora in pigiama per andare a vedere il mare, è bellissimo.Il venticello fresco e il profumo dei tropici ci risvegliano man mano che diventa giorno. Martina scorrazza cantando per le viuzze del villaggio e trova la piscina. L’acqua è piuttosto fredda e Matteo non ne vuole sapere, la guarda con occhi sbarrati e si lamenta.
Fatta la colazione sulla veranda andiamo in spiaggia, Anse à la Gourde è a pochi passi dal nostro bungalow, una lunga striscia di sabbia corallina bagnata dal mare di tutte le sfumature del celeste. Un mare impetuoso che si infrange sulla barriera corallina in lontananza.
Dopo il pranzo, consumato con il fresco degli alisei, ci dirigiamo in macchina verso Pointe des chateaux, la punta estrema dell’isola. Il mare è spettacolare, onde impetuose s’infrangono sugli scogli e arrivano, ancora forti, fino alla spiaggia.
Gustiamo un ottimo sorbetto al cocco all’ombra delle palme poi ripartiamo in direzione Sainte Anne. Essendo Capodanno tutti i negozi sono chiusi; la città è deserta, la plage de la Caravelle è invece affollatissima, per raggiungerla facciamo un lunghissimo tratto a piedi. Stiamo per istallarci sotto le palme quando inizia a piovere. Per fortuna in questa stagione le piogge non durano più di cinque minuti e il sole ricomincia a splendere. Martina scava e nuota per tutto il tempo, Matteo invece si lamenta perché l’acqua lo bagna, perché la sabbia si appiccica alle mani…non è tipo da spiaggia… lui..
Al tramonto torniamo al nostro bungalow, la temperatura è un po’ calata ma si sta benissimo e dormiamo profondamente.
02.01.11
All’alba siamo già in piscina, l’acqua per Martina è quasi tiepida, per noi è fresca..
Matteo si sbilancia un po’ di più… si bagna perfino le mani! Poi vestito alla Rocky si siede e gioca per mezzora con una scarpina.
Verso le 10 ci trasferiamo nella nostra spiaggia.
Il mare è agitato ma un po’ più caldo di ieri. Ci divertiamo tutti e tre a rotolarci fra le onde, il 4° invece dorme per tutto il tempo sul passeggino, all’ombra di una tenda di fortuna.
Nel pomeriggio si va a la plage des Raisins Claires, sabbia bianca come cipria, all’inizio di St. François.
Matteo si siede all’ombra e con le mani osa perfino toccare la sabbia, non c’è speranza invece che si muova, né gattonando, né camminando… appoggiati i piedi sul bagnasciuga, inizia a frignare appena vede sopraggiungere un filo d’acqua.
Martina ne fa di tutti i colori, impossibile toglierla dall’acqua fino a sera, quando decidiamo di tornare da chez Honoré dove ceniamo al soffio della brezza tropicale.
03.01.11
Notte insonne per via del vento, della pioggia battente, di Martina che cade 2 volte dal letto, di Matteo che ha la febbre alta e si lamenta continuamente. Ben presto scopriamo che è spuntato un nuovo dentino ed altri tre sono pronti ad uscire. Continua a piovere incessantemente. Ma non era la stagione secca? Quella in cui al massimo piove per 5 minuti? Pioggia tropicale a scrosci… decidiamo di caricare tutti in macchina e di partire alla scoperta dell’altra parte dell’isola.
A Pointe à Pitre attraversiamo il ponte che collega Grande Terre con Basse Terre ed imbocchiamo la Route de la Travesé, una lunga strada che attraversa l’isola occidentale passando in mezzo alla foresta tropicale.
Enormi bambù, palme, banani, liane, e foglie giganti
A Pointe Noire visitiamo la maison du cacao e degustiamo un’amarissima cioccolata
Stiamo per ripartire quando vediamo dal finestrino che le piante proprio di fronte a noi sono infestate da bruchi enormi e un colibrì volteggia nell’aria
Si prosegue verso Nord, un saliscendi fra eleganti abitazioni in stile creolo e baracche di lamiera, tutte circondate da bouganville, palme di tutti i tipi e banani a volontà (oltre ovviamente agli alberi di Natale)
Purtroppo non ci si può fermare in alcuna spiaggia per via della pioggia, vediamo degli scorci di mare bellissimi anche se c’è il cielo plumbeo
04.01.11
Piove da oltre 24 ore, alcune città sono allagate, fiumi esondati, ponti distrutti, dichiarato lo stato di calamità. Le notizie in tv non sono rassicuranti, non si è mai visto in questo periodo dell’anno un tempo così… ecco proprio quando veniamo noi.
Nei prossimi giorni verrà pure Monsieur le Président e Carlà in visita agli alluvionati…bene…
Quando la pioggia cessa per qualche minuto usciamo e ci buttiamo in mare
Poi ricomincia a piovere, in serata shopping al Tropical Market di St. Anne: interessanti le stoffe madras e le spezie, molto meno il rum.
05.01.11
Il tempo migliora a Grande Terre, dall’altra parte dell’isola invece le piogge continuano a far danni, da noi qualche sprazzo di sole e qualche scorcio di azzurro si vedono. Matteo continua ad avere la febbre alta, ormai non possiamo più dal la colpa al dentino appena spuntato, si passa all’antibiotico
Matteo prende coraggio ed affronta le furie del mare….
E’ proprio una spiaggia da cartolina, con le palme sdraiate sul mare e l’acqua trasparente.
Martina e papà cercano, invano, di pescare.
06.01.11
Il tempo è splendido, ci rotoliamo tutta mattina come balene spiaggiate
Nel pomeriggio cerchiamo la spiaggia di Bois Joland…ma non la troviamo
07.01.11
Matteo è sfebbrato, meno catatonico dei giorni scorsi…povero cucciolo.
Si parte presto in direzione della spiaggia di St Anna, la nostra preferita
Nel pomeriggio invece si va a Le Moule, che ci dicono sia il cuore culturale della GuadalupaArriviamo in una bellissima piazza che tanto ricorda il sud della Francia, con il sole a picco
Cerchiamo una spiaggia adatta a noi, ma siamo sul lato oceanico dell’isola, le onde sono altissime è il paradiso dei surfisti
Allora si torna à la Gourde dove facciamo conoscenza con una simpatica coppia di Treviso e restiamo a chiacchierare fino al tramonto, quando veniamo assaliti dalle zanzare scappiamo a casa.
In serata il cielo è tempestato di stelle, sono tantissime, quasi troppe!
Una stella ce la portiamo in casa…appena spegniamo la luce, vediamo un bagliore volteggiare sul nostro altissimo soffitto creolo, una lucciola disegna guizzi luminosi e ci dà la buonanotte.
08.01.11
Di prima mattina si va a VILLAVILLACOLLE… una casa nel cui giardino c’è tutto ciò che Pippicalzelunghe avrebbe voluto: un divano, un televisore rovesciato, i flap di un aereo e sull’albero di fronte a casa una ventola immensa e un secchio di acciaio e svariati animali.
Lungo la strada troviamo anche le piante di cotone.
Poi al mare, le strade sono blindate per l’imminente arrivo di Sarkozy
Passeggiamo lungo il mercato locale, avvolti dai profumi e dai colori dei Caraibi
Nel pomeriggio restiamo la Gourde, dove spostiamo 3 mq di sabbia per trovare, nascosta sotto le rocce, l’argilla.
Ci ricopriamo completamente e aspettiamo che il sole ci asciughi
Trascorriamo l’ultima sera cercando di comprimere il più possibile il bagaglio ,in previsione di un viaggio altrettanto tormentato quanto quello dell’andata.
09.01.11
subito in spiaggia al mattino presto, scaviamo e scaviamo finchè il papà trova il filone d’oro: un secchiello pieno di argilla!
Salutiamo il mare e ci trasferiamo in piscina in attesa dell’ora di pranzo che abbiamo prenotato da chez Honoré
Alle 12.30 siamo a tavola polipo alla creola e pesce alla griglia, delizioso
Ci attardiamo ancora un po’ in piscina, anzi troppo, partiamo in ritardo rispetto alla tabella di marcia che ci eravamo prefissati…non solo…dopo un kilometro la mamma si accorge di essere senza scarpe…le ha lasciate nel prato, là dove era parcheggiata la macchina.
Si torna indietro..eccole lì..abbandonate nel parcheggio, e si riparte, ancora più in ritardo. Fortunatamente le strade sono deserte, è domenica sono tutti al mare.
Arriviamo a Pointe à Pitre , lasciamo velocemente la macchina all’autonoleggio e raggiungiamo il check-in.
Non ci stupiamo più di tanto quando ci rendiamo conto che il Corsair è parcheggiato in prossimità di un gate diverso di quello indicato sulla carta di imbarco… e nemmeno delle quasi 2 ore di ritardo nell’imbarco, che inganniamo in qualche modo.
Qui il tempo ha una durata diversa che da noi.
Voliamo in tutta tranquillità perché i bambini dormono per quasi tutto il viaggio
10.01.11
Eccoci di nuovo a Parigi, ci aspettavamo un freddo più intenso, invece ci sono 7°C.
Aspettiamo con pazienza il bus air France che ci porti da Orly a CGD. Il trasferimento da un aeroporto all’altro è un vero massacro, il bus è affollatissimo, il percorso dura più di un’ora.
Arrivati a CGD, l’autista è sufficientemente imbranato da non sapere dove sia la fermata delle navette degli alberghi, così giriamo tra un terminal e l’altro. Alla fine ci deposita alla stazione RER dove riusciamo a prendere la nostra, ormai nota , navetta.
Arriviamo all’hotel giusto, stavolta e con nostra grande sorpresa hanno riattivato il percorso che consente il deposito dei passeggeri proprio di fronte all’ingresso dell’Hotel..che meraviglia, non dobbiamo sfacchinare.
Il tempo di scaricare i bagagli e di riprenderci un attimo che decidiamo di andare a pranzo e poi in centro a Parigi per far vedere la Tour Eiffel a Martina, che proprio prima di partire aveva ricevuto in dono un libro sulla sua storia.
Eccoci quindi a prendere la navetta in direzione stazione RER, 10 fermate di treno, 4 di metropolitana e dopo più di un’ora siamo in Champ de Mars. E’ buio ormai, Martina e Matteo hanno dormito per tutto il tempo. La svegliamo giusto il tempo per guardare in su e vedere la torre brillare illuminata a festa
Poi si ricomincia: metropolitana, treno, navetta e distrutti (noi) arriviamo in hotel, dove vorremmo subito dormire… ma i bambini hanno praticamente dormito tutto il giorno e non hanno più sonno…
11.01.11
Sveglia alle 5 e via in aeroporto, puntualissimo il nostro volo ci porta a Malpensa. Fine
Considerazioni:
· 10 giorni all’anno ai Caraibi dovrebbero essere obbligatori per legge per tutti
· la priorità data alle famiglie in tutti i passaggi, dogana, check-in,imbarco è ammirevole. Tutti i funzionari si prodigano per facilitare il viaggio.
· Non avremmo mai pensato di vedere tante mucche al pascolo ai Caraibi, al mattino ci svegliava il muggito della mucca anziché il canto del gallo
· Viaggiatori non si nasce… si diventa…ne sa qualcosa Matteo
· Il clima è l’ideale per rigenerarsi (a parte gli eventi climatici eccezionali che non si verificano da 10 anni aquesta parte e capitano proprio quando arriviamo noi)
· Il mare non può essere descritto a parole, forse non bastano neanche le fotografie
· La Guadalupa è troppo grande per essere visitata nel corso di un solo viaggio, è il caso di tornare.
Labels: viaggi

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